“…violinista Jamal Ouassini, giunto in Italia nel 1980 con una borsa per approfondire lo studio dello strumento [il violino] dopo un lungo periodo trascorso all’accademia di Tangeri, culla marocchina della musica Araba - Andalusa […] La grande passione per la musica classica del suo paese lo ha spinto a trasformare Reggio Emilia, la città dove si è stabilito da tempo, in un punto di riferimento per la conoscenza e la rinascita del flamenco e della musica arabo-andalusa del mitico maestro Ziryab.
[…]Così Reggio Emilia si è confermata come luogo di possibile convivenza fra culture non solo per la pacifica presenza di migliaia di lavoratori immigrati, ma perché qui si sono ritrovati nel corso degli anni artisti che hanno messo insieme esperienze stilistiche diverse, dal jazz alla musica classica e alla musica etnica, costituendo con l’aiuto di Jamal Ouassini l’ossatura di numerose formazioni con intenti e progetti creativi diversi: dalle prime formazioni in cui apriva gli spettacoli con la danza di una ballerina a quelli recenti in cui il flamenco torna alle radici andaluse più intense e passionali.”
Felice Liperi,
Giornalista RAI-RADIO 3
Docente di Etnomusicologia Università di Udine |